Chi siamo e cosa vogliamo

 

 

 

“Continuare, resistere, non disperare. Nulla è stato invano. Sarà tra vent’anni, sarà tra cento: sarà per quelli che hanno ancora da nascere, ma certamente sarà.”Amelia Rosselli, ripresa da Piero Calamandrei nel ricordo di Lei su “Il Ponte”, Firenze, 1955, n.1, p.3

 

Mazzini

GIUSEPPE MAZZINI

 

Carlo e Nello Rosselli

CARLO E NELLO ROSSELLI

 

Amelia e il primogenito Aldo Rosselli, caduto nel 1916

AMELIA PINCHERLE ROSSELLI E IL PRIMOGENITO ALDO


Parri

FERRUCCIO PARRI

FINALITA’

Il CENTRO CULTURALE “MAZZINI – ROSSELLI – PARRI” intende ricollegarsi (e cercare di dare concretezza e attualizzazione, nei limiti delle proprie umili forze) a tutti i valori risorgimentali e a quelli ad essi legati nel tragico Novecento ed oggi, politici, civili, intellettuali, nobili ed alti, che hanno portato alla nascita dell’Italia una, indipendente, libera, laica, democratica, repubblicana, moderna, più giusta socialmente, europea, aspirazione millenaria dei grandi spiriti italiani, man mano fatta propria a livello di ceti sociali più avveduti, con costanti momenti popolari, e che hanno trovato nella immensa personalità storica ottocentesca di Giuseppe Mazzini (Genova, 1805 – Pisa, 1872) anzitutto e nella figure novecentesche dei Martiri Antifascisti e Antitotalitari di Carlo Rosselli (Roma, 1899 – Bagnoles de l’Orne, Francia, 1937) e del fratello Nello (Roma, 1900- Bagnoles de l’Orne, Francia, 1937), con l’indimenticabile Madre Amelia Pincherle Rosselli (Venezia, 1870 – Firenze, 1954) e il primogenito Aldo (Vienna, 1895 – Pal Piccolo, fronte della I Guerra mondiale, vissuta da volontario come Quarta guerra di Indipendenza e completamento del Risorgimento, 1916) e di Ferruccio Parri (Pinerolo, Torino, 1890 – Roma, 1981), religiosamente legato col padre Fedele (Mercatello sul Metauro, Pesaro, 1854 – Genova, 1946) all’Apostolo del Risorgimento (tanto da essere sepolti vicini a Lui al Cimitero genovese di Staglieno), espressioni ricche, esemplari, simboliche, nell’intimo nesso “Pensiero ed Azione”.

Il Centro opererà con pubblicazioni rigorose ed essenziali gratuite, con incontri, con passione e partecipazione civili, con finalità pedagogiche e di testimonianza, di difesa dei valori risorgimentali, unitari, liberali, democratici, antifascisti, antitotalitari, repubblicani, europei, specialmente contro le forze oscurantiste, reazionarie, opportuniste, qualunquiste, chiuse nel loro “particulare” e mascherate anche da “cosiddetti progressisti”, secessioniste, da Nord al Sud, nelle Isole, immemori degli immani sacrifici compiuti e dei doveri da compiere, ed alcune anacronisticamente anche nostalgiche di un mondo premoderno, fondato su oppressive gerarchie sociali, l’ignoranza e la superstizione, l’arbitrio giuridico e la diseguaglianza, la miseria, la fame, la riduzione della libera persona umana e del cittadino a vassalli, tipici di società feudali, senza diritti civili, politici, sociali, chiusi in ambienti e comunità quasi tutte sostanzialmente immobili ed emarginate.

Nei quattro Valori della “Repubblica”, della “Giustizia”, della “Libertà”, della “Pace” si riassumono le aspirazioni più alte del Settecento illuminista e riformatore, nel bagliore degli immortali Princìpi della Rivoluzione Francese del 1789 “Libertè – Egalitè – Fraternitè”, dell’Ottocento liberale e nazionale, del Novecento democratico, sociale, federale, del nostro tempo globalizzato, vorticoso nei mutamenti a tutti i livelli, specialmente nel campo della tecnologia, dagli esiti stupefacenti (a volte inquietanti), ma esposto ancora oggi ai conflitti, alle ingiustizie, alle dittature, ai fanatismi, che hanno insanguinato tragicamente la storia, e in più al pericolo della distruzione ecologica e militare atomica della nostra cara, unica Terra, unica nostra casa nell’Universo infinito, che solo la “Pace” può evitare, sul tronco sempre e in connessione con gli altri valori immortali di Dignità della Persona Umana del passato.

Promotori e recapiti:

Gennaro Paolo Pisanti – Via Volturno, 20 –  81100 Caserta

Nicola Terracciano – Via Candole, 9 – 04020 Santi Cosma e Damiano (LT)

Tomba Mazzini Cimitero d Staglieno Genova

Tomba di Giuseppe Mazzini al Cimitero-Staglieno di Genova

Tomba di Carlo e Nello Rosselli al Cimitero di Trespiano Firenze

Tomba di Carlo e Nello Rosselli al Cimitero Trespiano di Firenze

Tomba Parri Cimitero di Staglieno Genova

Tomba di Fedele e Ferruccio Parri al Cimitero Staglieno

di Genova, presso la Tomba di Giuseppe Mazzini

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PROTAGONISTI ED EVENTI  

DEL PRIMO E DEL SECONDO RISORGIMENTO

FUGA TURATI IN CORSICA CON ROSSELLI E PARRI E PERTINI

Tra Primo e Secondo Risorgimento. Fuga di Filippo Turati, la Personalità più importante del socialismo democratico umanista, riformista italiano, in Corsica del dicembre 1926, per sfuggire alla dittatura fascista, organizzata da Carlo Rosselli, Sandro Pertini, Ferruccio Parri, nella parte destra della foto (gli altri due da sinistra sono il macchinista del motoscafo Lorenzo Da Bove e Filippo Turati).

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GIUSEPPE VERDI ED IL RISORGIMENTO ITALIANO

Giuseppe Verdi (Le Roncole, frazione di Busseto, Parma, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) è stato uno dei fondamentali promotori e protagonisti, con la sua musica immortale, nazionale e universale, e con la sua vita, del Risorgimento italiano. Fu deputato nel primo Parlamento Italiano, che sancì la nascita della Patria unita, libera, indipendente, costituzionale il 17 marzo 1861, e fu nominato senatore a vita nel 1874 per aver illustrato la Patria con servizi e meriti eminenti.

Nel Senato vi è un suo busto, opera dell’artista e collega al Senato Giulio Monteverde (Bistagno, Alessandria, 1837 – Roma, 1917).

Verdi giura come senatoreVerdi giura come senatore

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LA STATUA DI GIUSEPPE MAZZINI A BUENOS AIRES DI GIULIO MONTEVERDE

Il già citato (a proposito del busto di Verdi al Senato) scultore Giulio Monteverde, di forti sentimenti patriottici, è stato autore del primo “Monumento a Mazzini”, realizzato nel 1876 (quando l’Apostolo del Risorgimento era morto da appena quattro anni a Pisa il 10 marzo 1872 sotto falso nome, infamia storica monarchica, in casa Rosselli), su richiesta degli emigrati di Buenos Aires, osteggiato dai gesuiti. Imbarcata a Genova, la città natale di Mazzini, con grande consenso di popolo, la statua in marmo bianco, alta tre metri, fu posta nella capitale argentina con solenne cerimonia del 17 marzo 1878, dove si trova ancora oggi, in Piazza Roma.

Statua Mazzini a Buenos AiresIllustrazione della manifestazione

Statua MazziniStatua di Giuseppe Mazzini a Buenos Aires

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I GRUPPI STATUARI, DI ISPIRAZIONE MAZZINIANA, DEL “PENSIERO” E DELL’ “AZIONE” ALL’ALTARE DELLA PATRIA A ROMA

Al già citato scultore Giulio Monteverde si deve anche il gruppo statuario “Il Pensiero” all’Altare della Patria a Roma del 1910, mentre l’altro “L’Azione” è dell’artista calabrese-napoletano Francesco Jerace (Polistena, Reggio Calabria, 1853 – Napoli, 1937).

Il Pensiero di Monteverde

IL PENSIERO

 L'Azione di Jerace

L’AZIONE

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Calendario Centro Culturale

Calendario 2015

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17 marzo 2015

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha celebrato il 17 marzo 2015, nel 154° anniversario dell’Unità nazionale, la “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, allo scopo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza, riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria collettiva.

Giunto all’Altare della Patria, ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto e ha osservato un minuto di raccoglimento.

Le Frecce Tricolore hanno quindi sorvolato Piazza Venezia.

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24 marzo 2015

ll Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato il 24 marzo 2015 al Mausoleo Ardeatino, luogo della strage compiuta dai nazisti nella quale furono fucilati 335 civili e militari italiani, dove ha partecipato alla cerimonia commemorativa del 71° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944).

Per il Presidente Mattarella è la seconda visita alle Fosse Ardeatine: il Capo dello Stato si recò al Mausoleo Ardeatino il 31 gennaio scorso, dopo essere stato eletto Presidente della Repubblica, a rendere omaggio ai Martiri dell’eccidio.

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Frase ricordo alle Ardeatine

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INIZIATIVA DI MEMORIA RISORGIMENTALE A SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA) IL 24 APRILE 2015

“Enrico Fardella” (Trapani, 1821 – 1892) – Protagonista garibaldino della Battaglia del Volturno, 1-2 ottobre 1860: studenti e docenti di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e di Trapani lo ricordano insieme”

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E’ il titolo della Manifestazione e del Convegno, dedicati alla personalità di Enrico Fardella, alla battaglia del Volturno, alla memoria di essa nella città di Santa Maria Capua Vetere ed alla sua importanza nella storia del Risorgimento del nostro paese, che si terranno nel Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere il prossimo 24 aprile 2015, alle ore 10,00.

L’evento, che si svolge in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere, rappresenta la tappa conclusiva di un laboratorio storico-culturale volto a sensibilizzare alla storia ed alla cultura locale e nazionale studenti e studentesse delle istituzioni scolastiche “Carlo Gallozzi” e “Amaldi- Nevio” di S. Maria Capua Vetere, che, per l’attività di approfondimento storico-documentale, hanno istituito un gemellaggio con l’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Paceco (TP) e l’Istituto Superiore Liceo Scientifico “Vincenzo Fardella” di Trapani.
Per gli studenti sammaritani l’attività di studio ha riguardato l’approfondimento sullo scontro fra garibaldini e borbonici del 1-2 ottobre 1860, con particolare riferimento alle vicende della brigata garibaldina, col reggimento del siciliano Enrico Fardella, che fu anche comandante di essa, in sostituzione del generale Milbitz ferito, che mise in fuga l’esercito borbonico fra S. Maria e Capua.

Apriranno l’iniziativa, dopo l’Inno di Mameli, i saluti dell’arch. Biagio Di Muro, sindaco di S. Maria Capua Vetere, della dott.ssa Silvana Valletta, dirigente scolastico dell’I.C. “Carlo Gallozzi”, della dott.ssa Rosaria Bernabei, dirigente scolastico dell’I.S.I.S. “Amaldi-Nevio”, del dott. Luca Girardi, dirigente dell’Ambito Territoriale di Trapani – Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, del dott. Vincenzo Romano, dirigente dell’Ambito Territoriale di Caserta – Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, della dott.ssa Giuseppa Maria Catalano, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Paceco (TP), della dott.ssa Daniela Melani, dirigente scolastica dell’Istituto Superiore Liceo Scientifico “Vincenzo Fardella” di Trapani.

Moderatore dei contributi di carattere storico sul Risorgimento, l’impresa di Garibaldi del 1860 ed Enrico Fardella, sarà il preside, prof. Nicola Terracciano, storico del Risorgimento, che introdurrà gli interventi della dott.ssa Antonella Orefice, storica e direttrice del “Nuovo Monitore Napoletano”, che relazionerà sulle origini del Risorgimento nel Mezzogiorno, mentre il prof. Felicio Corvese, storico, presidente del Centro Studi “F. Daniele” di Caserta e membro dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza tratterà sui Garibaldini in Terra di Lavoro.
Il prof. Alberto Barbata, storico di Trapani e del suo territorio, nonché noto pubblicista, ricorderà la figura di Enrico Fardella, eroe combattente per la libertà dei popoli, mentre lo studioso del Risorgimento, dott. Giovanni Valletta parlerà sul processo di monumentalizzazione nella costruzione della Nazione.

Nel corso della Manifestazione gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’I.C.Gallozzi e del Liceo Amaldi-Nevio presenteranno i lavori realizzati a conclusione dell’attività di studio.

Durante la giornata, inoltre, gli allievi siciliani visiteranno la Colonna Fardella, il Museo Civico con la sua sezione garibaldina e l’Anfiteatro della città di S. Maria Capua Vetere.

Manifestazione del 24 aprile 2015


CRONACA DELL’INIZIATIVA

Memorabile e preziosa manifestazione scolastica e civile di memoria risorgimentale a S.Maria Capua Vetere (Caserta) tra due scuole della città e due della Provincia di Trapani nel ricordo del garibaldino colonnello Enrico Fardella (Trapani 1821-1892) al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 24 aprile 2015

 La complessa e memorabile iniziativa di memoria risorgimentale, incentrata sulla figura del garibaldino colonnello Enrico Fardella (Trapani, 1821-1892), che ebbe vita avventurosa non solo in Sicilia nel 1848 e nell’epopea dei Mille, ma anche nella guerra di Crimea del 1854 (partecipò nelle file inglesi contro i russi zaristi alla famosa battaglia di Balaclava del 25 ottobre) e nella guerra civile americana (1861-1865, militando tra le file degli Stati del Nord contro gli schiavisti Stati del Sud, fino ad essere nominato generale), che ha coinvolto due istituti scolastici di Santa Maria Capua Vetere (l’Istituto Comprensivo “C.Gallozzi” e l’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”) e due istituti della provincia di Trapani (l’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Paceco e l’Istituto Superiore Liceo Scientifico “Vincenzo Fardella” di Trapani), in singolare gemellaggio di progettualità, resterà nella storia civile della nobile cittadina samaritana e nell’animo di quelli che, a vario titolo di coinvolgimento e di partecipazione, ne sono stati protagonisti.

Tutto è cominciato, in questa imprevedibile iniziativa, che evidenzia come il caso entri nelle umane vicende, con l’emozione del Provveditore agli Studi di Trapani, il dott. Luca Girardi, (che è il più giovane d’Italia), sammaritano di origine e di passione di appartenenza, di riscontrare nella nobile, risorgimentale città siciliana una “Via Santa Maria di Capua”, che richiamava il legame della Famiglia Fardella, la principale memoria cittadina, nei suoi tre fratelli Vincenzo (che sarà anche Presidente del Senato del Regno d’Italia), Enrico, Giovan Battista (poi sindaco di Trapani a lungo), che avevano conosciuto dodici anni di esilio antiborbonico tra Genova e Firenze, con la battaglia del Volturno del I ottobre 1860, che ebbe Santa Maria proprio come uno degli epicentri. Durante il suo svolgimento, il reggimento comandato dal colonnello Enrico Fardella ebbe un ruolo importante e glorioso, tanto che Garibaldi definì Fardella “onore delle armi italiane” ed a lui S.Maria C.V. ha dedicato non solo una importante strada, ma conserva nel suo territorio, al confine con il Comune di S.Tammaro, dove più furiosi furono gli scontri e rifulse il valore garibaldino, una colonna con una epigrafe che Enrico nel 1861 innalzò al suo valoroso reggimento, chiamata e nota come “Colonna Fardella”. Nel prezioso, locale Museo del Risorgimento si trovano poi importanti cimeli, come la bandiera del reggimento, pur gloriosamente rovinata, e lettere autografe di Fardella ad uno degli amici sammaritani più cari, Camillo Della Corte, che era tra i comandanti della locale Guardia Nazionale.

Nella mente fervida e nell’animo sensibile del Provveditore Girardi è nata quindi spontanea l’idea di riprendere, rinnovare, onorare queste memorie, che stringevano così intimamente le due cittadine, e di coinvolgere in tal senso due scuole trapanesi e due scuole sammaritane, calando nel concreto anche il suo impegno istituzionale, non solo burocratico, ma di animazione pedagogica, culturale e civile.

Ha trovato convinta e fervida accoglienza nei due ambienti scolastici, presso i dirigenti e i loro collaboratori e tra persone esterne alla scuola, ma entusiasmati dal progetto, come l’erede Fardella, l’avv. Vincenzo, e il prof. Alberto Barbata, noto storico trapanese.

Le scuole hanno deliberato il progetto, coinvolgendo per le sue varie fasi docenti, alunni e anche famiglie, prevedendo in questa prima fase dell’iniziativa la visita e il gemellaggio tra le scuole con visita a S.Maria C.V. degli studenti trapanesi, all’interno di un loro viaggio di istruzione, comprendente anche altre mete.

Riferimenti sammaritani impareggiabili sono risultati la sensibile e sapiente dirigente Silvana Valletta e la sua operosa, infaticabile collaboratrice vicaria prof.ssa Caterina Fumante (del citato istituto “Gallozzi), che sono state in costante collegamento con le colleghe trapanesi, in particolare con la dirigente di Paceco dott.ssa Giuseppa Maria Catalano (del citato istituto “Giovanni XXIII), oltre che, naturalmente, con il Provveditore dott. Girardi.

Ma l’altra Figura che ha avuto un ruolo organizzativo importante, decisivo per tanti aspetti, è stato il prof. dott. Lucio Girardi, non solo e non tanto come genitore del Provveditore, ma anzitutto come sammaritano, giustamente orgoglioso della sua città e delle sue memorie, specialmente risorgimentali, e come uomo di scuola, che ha fervidamente condiviso l’iniziativa ed ha saputo prevedere, con raro realismo, i vari complessi momenti di essa, al fine di assicurare il suo perfetto svolgimento ed il suo successo (spesso tante iniziative non riescono come devono anche per minimi particolari trascurati ed invece il dott. Lucio è stato attento all’estremo anche su questi).

Sulla base di queste premesse, si è messa in moto la macchina organizzativa, che ha portato non solo al coinvolgimento ed al lavoro degli studenti e dei docenti, che hanno poi prodotto video, cartelloni, ceramiche, oltre a portare avanti ricerca e documentazione, ma anche alla predisposizione di un momento scientifico della manifestazione, con la presenza di oratori qualificati, che essenzialmente si dovevano aggiungere al lavoro degli studenti e dei docenti, individuati nelle persone della dott.ssa Antonella Orefice, del prof. Felicio Corvese, del dott. Giovanni Valletta, del prof. Nicola Terracciano, come moderatore, oltre il citato prof. Barbata di Trapani.

Un importante momento per la riuscita dell’iniziativa è stata la sincera, concreta collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Santa Maria Capua Vetere, con il sindaco arch.Biagio Di Muro, che non solo ha offerto il patrocinio, ma ha messo a disposizione il Teatro Garibaldi, tirato a lucido, con la sua struttura tecnica di supporto, ha provveduto a ripulire e sistemare la citata Colonna Fardella, che, trovandosi in aperta campagna, pur contigua ad abitazioni, quindi decentrata, aveva bisogno di interventi, ha offerto della città l’aspetto più dignitoso con la Villa Comunale, ad esempio, che contiene il monumento ai Garibaldini con l’Ossario dei Caduti, ordinata e pulita.

Il 23 aprile sono giunti in anticipo l’avv. Vincenzo Fardella, degno erede, nella sua distinzione e nella sua serietà, dello stile morale e civile della sua nobile Famiglia, e il prof. Alberto Barbata, caloroso e competente storico di Trapani, del suo territorio, della sua Paceco in particolare, e della famiglia Fardella, animatore civile e culturale notissimo e stimatissimo, che, accompagnati dal Provveditore dott. Luca, dal padre prof. Lucio, hanno visitato, con guida esperta prenotata, il mirabile complesso munumentale vanvitelliano della Reggia di Caserta, festosamente pieno di scolaresche di ogni parte d’Italia, essendo aprile il mese dei viaggi di istruzione. La Reggia fu anche sede del Quartiere Generale di Garibaldi nei mesi di settembre, ottobre ed inizi di novembre del 1860. Dopo il pranzo offerto agli ospiti graditi, che hanno apprezzato specialità locali, ci si è recati all’Istituto Gallozzi, il centro operativo del gemellaggio, dove vi è stato l’incontro diretto con le organizzatrici dott.ssa Silvana Valletta e la prof.ssa Caterina Fumante, con le quali i rapporti erano avvenuti via email o per telefono. L’avv. Fardella ed il prof. Barbata si sono commossi a ritrovare nell’atrio della scuola i richiami visivi, con cartelloni e disegni, di Enrico Fardella, ed in Presidenza si è creata immediatamente un’atmosfera di calda cordialità e di operosa messa a punto degli ultimi momenti organizzativi.

La mattinata del 24 è stata nella prima parte dedicata alla visita da parte degli studenti e dei docenti accompagnatori della Colonna Fardella e del Monumento Garibaldino, oltre che del famoso Anfiteatro di Roma antica, uno dei più grandi del vasto impero, portandosi poi tutti al Teatro Garibaldi, che illumina urbanisticamente il corso omonimo con le sue statue di Alfieri e di Goldoni, i suoi medaglioni dei volti di Bellini, Rossini, Pergolesi, Cimarosa sulla facciata. Il “piccolo San Carlo”, come spesso è chiamato (e il paragone è giustificato), inaugurato dopo l’Unità, segno del clima di slancio e rinnovamento civili della raggiunta, epocale Libertà d’Italia, ha impressionato tutti i partecipanti che non lo conoscevano, in particolare gli ospiti trapanesi, che ricordavano un loro teatro di età anch’esso postunitaria, intestato, come quello di S.Maria C.V., a Garibaldi, che però fu distrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra.

La manifestazione, con la presenza calda, seria, attenta degli studenti e dei docenti, di amici e cittadini, che hanno affollato la sala e i palchi, moderata sapientemente nella prima parte dalla dirigente dott.ssa Valletta, è iniziata con gli interventi del Provveditore dott. Girardi, che ha fatto una essenziale sintesi delle origini e delle ragioni dell’iniziativa, del cortese e sensibile Provveditore agli studi di Caserta, poi dott. Vincenzo Romano, che è stato presente fino alla fine con raro stile morale di serietà (spesso le autorità salutano e se ne vanno) e di aperta curiosità intellettuale e civile, ritrovando nei momenti di memoria e di approfondimento storico una delle occasioni più coinvolgenti di arricchimento culturale. Il sindaco Di Muro arrivato in ritardo per partecipare al funerale di un giovane sammaritano deceduto (e gli studenti, con sensibilità, lo hanno anche loro rimpianto con un applauso) ha espresso il benvenuto agli ospiti e l’apprezzamento della città per l’iniziativa. Hanno preso la parola per descrivere più analiticamente il progetto la citata dirigente di Paceco dott.ssa Catalano, le collaboratrici vicarie dell’Amaldi-Nevio di Santa Maria Capua Vetere e del Fardella di Trapani.

In sala era presente anche la cortese e sensibile Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Paceco, che ha accompagnato la comitiva degli studenti della sua cittadina.

Nella sua introduzione la dott.ssa Valletta ha con acutezza, competenza e passione offerto le coordinate fondamentali per inquadrare con obiettività e rigore storiografico la vicenda del Risorgimento, delle sue fasi, dei suoi momenti, come quello della Battaglia del Volturno, enucleando i valori epocali di Unità, di Indipendenza, di Libertà della Patria Italiana, raggiunti con sacrifici fino alla morte da parte di una generazione, quella risorgimentale, nella quale la componente giovanile e volontaristica fu dominante, e che restano, quei valori, gli approdi mai dai perdere e doverosamente da riprendere ed onorare, come è compito doveroso, diremmo ‘sacro’ in senso laico, un primo luogo della Scuola, in particolare di quella pubblica (e di quella paritaria, che riceve i finanziamenti della Repubblica Italiana una e libera).

La seconda parte, moderata dal prof.Terracciano, ha visto doverosamente due video prodotti rispettivamente dall’Istituto Gallozzi  e dall’Istituto “Giovanni XXIII”, vivamente applauditi, e un ricordo da parte di studenti e studentesse dell’Amaldi-Nevio del 1799 a Santa Maria Capua Vetere, che vide l’innalzamento dell’Albero della Libertà nell’attuale Piazza Mazzini, un consenso ampio della cittadinanza, la crudele reazione monarchica e clericale, che provocò la morte anche di una giovinetta, Teresina Ricciardi, come ricorda opportunamente una lapide collocata nella citata Piazza Mazzini sulla facciata di quello che era Palazzo Matarazzi, luogo di convegno dei repubblicani liberaldemocratici sammaritani, anticipatori dei nostri valori e dei nostri ordinamenti repubblicani novecenteschi.

Hanno preso la parola poi i quattro relatori, con presentazioni analitiche di essi da parte del moderatore, che hanno tenuto essenziali, interessanti, preziosi interventi, mantenendosi nei tempi assegnati, in modo che non vi sono stati distrazioni e stanchezza nell’uditorio e gli studenti hanno avvertito questa sensibilità pedagogica con sinceri applausi al termine di ogni intervento.

La dott.ssa Orefice, vivamente apprezzata, ha costantemente attualizzato e presentato, con semplicità, chiarezza, partecipazione, sulla base della rigorosa attività di ricerca da lei portata avanti negli anni, i richiami storici del 1799 e del Risorgimento nei suoi valori di dignità, di emancipazione, di libertà, di modernità, di progresso civile da essi testimoniati e conquistati, che devono essere un patrimonio da conoscere, da difendere e da promuovere sempre più.

Il prof. Barbata, con il suo caratteristico calore, ha fatto un profilo essenziale di Enrico Fardella e della sua nobile Famiglia, che, con sacrifici oggi inimmaginabili, pur potendo da persone di nobile famiglia starsene in modo egoista a godersi le ricchezze possedute, hanno affrontato pericoli ed un lungo esilio per la dignità storica della loro Isola e per l’avvento dell’Italia una e libera. Ha evidenziato il profilo di combattente per la libertà dei popoli e per la umana dignità di Enrico, che si è battuto non solo per il Risorgimento italiano, ma anche per quello dei popoli assoggettati al dominio russo zarista, e contro la schiavisimo degli Stati del Sud. Tutto hanno dato, nulla hanno ricevuto o guadagnato, esempi, i tre Fratelli, di una Trapani, di una Sicilia nobili e alte, che vanno solo maggiormente conosciute e onorate.

Il prof. Felicio Corvese ha tratteggiato, con efficacia e competenza, le ragioni del successo della spedizione di Garibaldi in Sicilia, dove fortissimo era l’odio antiborbonico, avendo i sovrani di origine spagnola (i borboni sono di origine straniera, non italiana, come tutti i dominatori del Mezzogiorno e della Sicilia) represso l’autonomia dell’isola, della facile avanzata dalla Calabria a Napoli, per lo sbandamento dell’esercito e l’appoggio di larghi settori della popolazione all’avanzata garibaldina. Solo in Terra di Lavoro, dove si concentrò il resto dell’esercito borbonico, chiuso nelle due fortezze di Capua e di Gaeta, vi furono movimenti di reazione realista e clericale, che crearono problemi, ma furono contrastati e poi neutralizzati dalla sostanziale, definitiva sconfitta dell’esercito borbonico del 1° ottobre 1860, con la presenza nell’Esercito Meridionale e tra i volontari di tanti patrioti di Terra di Lavoro, dalla Guardia Nazionale sammaritana, comandata da Girolamo Della Valle, ai tanti cittadini sammaritani che diedero un contributo prezioso durante gli scontri con i borbonici, alla Legione del Matese dell’indimenticabile Beniamino Caso dell’area di Piedimonte Matese, ai volontari del capuano Salvatore Pizzi, nominato da Garibaldi governatore di Terra di Lavoro.

Il dott. Valletta, giovane e valente ricercatore delle memorie alte e nobili del Risorgimento in Terra di Lavoro, a partire dal citato Salavatore Pizzi, ha con precisi riferimenti storici descritto il processo di costruzione della Nazione, che, superando gli storici contrasti che ci furono ( e mai vanno dimenticati, anzi sempre più approfonditi) all’interno della complessa vicenda risorgimentale, tra le posizioni di Gioberti, di Mazzini, di Garibaldi, di Cavour ad es., specialmente dopo la morte dei protagonisti, seppe congiungerli nella memoria collettiva, creando come un Pantheon comune che, dalla scuola passò ai monumenti, alla letteratura (ed ha ricordato il grande rilievo di formazione della comune coscienza nazionale nelle scuole postunitarie del libro “Cuore” di De Amicis del 1886).

A conclusione di tutta la indimenticabile Manifestazione, il Provveditore dott. Girardi ha tirato le conclusioni, auspicando la seconda parte prospettica dell’iniziativa, cioè il viaggio a Trapani, l’anno prossimo, degli studenti di Santa Maria Capua Vetere. Si è ascoltato e cantato in piedi il nostro caro Inno di Mameli nell’emozione di tutti i presenti, positivamente coinvolti nella bella iniziativa risorgimentale in quel teatro, in quella cittadina sammaritana, che si configura come una delle più patriottiche del Mezzogiorno, definita a volte come ‘la Leonessa del Sud’, per la sua partecipazione ai momenti più noti della vicenda risorgimentale meridionale (1799, 1821, 1848, 1860), come ricorda la grande bella lapide, riassuntiva del risorgimento sammaritano, collocata in un angolo di Piazza Mazzini.

Mentre gli studenti si sono recati per il momento conviviale presso l’Istituto Gallozzi, i due provveditori, con le dirigenti, i relatori, si sono trattenuti in una sala del Caffè prospiciente il Teatro Garibaldi per un buffet, cortesemente predisposto dal dott. Lucio, che ha permesso un cordiale, caloroso dialogo di commenti, di maggiore conoscenza reciproca, di progettualità.

Gli alunni si sono recati a visitare poi, con attenzione e commozione, i cimeli garibaldini conservati presso la sezione risorgimentale del Museo Civico di S.Maria Capua Vetere, presso il complesso culturale dell’Angiulli, che ospita anche l’Archivio Comunale e la Biblioteca, Museo opportunamente aperto per loro, con una efficace presentazione da parte del responsabile alle visite organizzate Enzo Oliviero.

Dopo i saluti fraterni tra gli organizzatori, dirigenti, docenti, studenti, l’indimenticabile giornata ha visto la visita del piccolo, ma suggestivo e commovente, cimitero garibaldino di S.Angelo in Formis (frazione di Capua, ma attaccata anche all’abitato di Santa Maria Capua Vetere), da parte del Provveditore Girardi, degli amici trapanesi avv. Fardella e prof. Barbata.

Il piccolo cimitero, solitamente chiuso, è custodito da un pensionato locale di rara sensibilità umana e di memoria garibaldina, che lo cura gratuitamente. Egli era stato contattato opportunamente dal dott. Lucio, impareggiabile organizzatore, per il quale, valgono solo, come per il figlio Provveditore dott. Luca, e per le dirigenti e le docenti, oltre che per gli studenti e le studentesse, solo i ringraziamenti, senza altre parole. Grazie di cuore a tutti, a tutte ! (Nicola Terracciano)

Il Teatro Garibaldi

Il Teatro Garibaldi di S.Maria C.V.

 Convegno Fardella

Un momento del Convegno

 


Salvatore Morelli

Convegno su SALVATORE MORELLI (Carovigno, Brindisi, 1824 – Pozzuoli, Napoli, 1880), patriota, con dodici anni di detenzione borbonica, pubblicista, consigliere comunale di Napoli, deputato per quattro legislature nel Collegio di Sessa Aurunca (Terra di Lavoro), il più memorabile difensore della dignità e dei diritti della Donna dell’Ottocento nel Parlmaneto e nel paese, da collegare all’opera del grande filosofo e politico inglese John Stuart Mill (1806-1873), ammirato e appoggiato nelle sue battaglie da Personalità storiche come Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Victor Hugo, e da Comitati di donne non solo d’Italia, ma d’Europa, del mondo. Attaccato, denigrato, deriso nel suo tempo dalle forze reazionarie, conservatrici, clericali, dal Parlamento alla stampa, rimosso dalla memoria collettiva anche nelle età successive per le sue posizioni a favore della libertà della donna, dell’intelletto, della coscienza, orizzonti ancora da conquistare pienamente.

Polo Culturale Palazzo Toledo

Via Pietro Ragnisco, 29, Pozzuoli

sabato 9 maggio 2015, ore 11,30

 Presentazione della ristampa, a cura del Comune di Pozzuoli, della monografia di Irma Melany Scodnik, Salvatore Morelli: per un dimenticato

  Interverranno:

 L’Assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli 

-Prof. Francesco Fumo

 La Direttrice Scientifica del Polo Culturale

-Prof.ssa Maria Teresa Moccia Di Fraia

 -Il Prof.Vincenzo Adinolfi

 -L’Avv. Maria Luisa Adinolfi

 -Il Prof. Nicola Terracciano – Storico del Risorgimento

 

Tomba Morelli

Tomba di Salvatore Morelli al Cimitero di Pozzuoli, restaurata a cura del prof. Vincenzo Adinolfi

Adinolfi presso la tomba

Il prof. Vincenzo Adinolfi  

Teracciano Tomba Morelli

Nicola Terracciano presso la Tomba di Salvatore Morelli


 

CRONACA DELL’INIZIATIVA

Carovigno (Brindisi) e Pozzuoli (Napoli) gemellate onorano Salvatore Morelli (1824-1880), patriota mazziniano, il più grande e commovente difensore della dignità e dei diritti delle donne e del fondamentale valore della pace

 Il 9 maggio 2015 è sicuramente un giorno da scrivere con la penna d’oro nella storia civile delle due nobili cittadine di Carovigno (Brindisi) e di Pozzuoli (Napoli), cittadina natale la prima e luogo della morte la seconda del grande patriota, di tradizione mazziniana, difensore della dignità e dei diritti delle donne e del fondamentale valore della pace, Salvatore Morelli. Dopo 135 anni una delegazione di scelti cittadini, con la rappresentanza scolastica degli alunni della Media “Morelli” di Carovigno, con loro docenti e la dirigente scolastica Prof.ssa Dora Tamborrino, con il gonfalone della città, portata con emozione da due vigilesse, è venuta a Pozzuoli a conoscere, onorare la tomba del loro più grande e nobile concittadino, portando una corona.

Sono stati ad attenderla con squisita cortesia e rara accoglienza sia il promotore indefesso della memorabile iniziativa, il prof. Vincenzo Adinolfi (alla cui tenace fede e attività si devono la riscoperta e la sistemazione della tomba di Morelli, che era in abbandono nel cimitero di Pozzuoli), sia il sensibile assessore alla cultura del Comune prof. Francesco Fumo, con il gonfalone della città flegrea e i vigili in alta uniforme.

Quando le due delegazioni si sono avvicinate per il saluto formale ed i due gonfaloni sono stati vicini, una profonda emozione, un fremito con occhi lucidi in molti dei presenti hanno attraversato lo spiazzale alto del cimitero nella luce piena, solare della mattinata, come se si compisse un atteso evento sacro, in senso laico e civile, di Memoria alta e nobile, di cui come cittadini e come esseri umani si sentiva profondamente nell’animo di dover compiere.

Il corteo si è avviato verso la tomba e in tutti i cittadini di Carovigno soprattutto e di Pozzuoli, giovani e meno giovani, si avvertiva, si è avvertito il senso di un evento raro, epocale, tenendo conto che si era partiti dalla cittadina pugliese alla cinque di mattina e potevano pur sentire la stanchezza del viaggio.

Invece erano tutti lì concentrati nel silenzio e nell’emozione, che affiorava man mano a fiotti nell’animo, a vedere, sentire vicina la estrema dimora di quel concittadino illustre, del quale avevano sentito tanto spesso parlare.

La dignità del luogo restaurato, la cornice formale e solenne della corona, dei gonfaloni, dei vigili, hanno portato tutti a fissare indelebile per la memoria il momento con foto e video e ad ascoltare in silenzio le parole di benvenuto e di commento sia dell’assessore prof.Fumo, sia del prof. Adinolfi (vivamente applaudito quest’ultimo con spontaneo sentimento di gratitudine), sia, a nome della comunità di Carovigno, la già assessore alla cultura Marzia Bagnulo, essendo il Comune in situazione di commissariamento, e di prossime elezioni, che ha espresso la commozione e la gratitudine della propria comunità per l’accoglienza distinta e sensibile, per la cura dignitosa della tomba ed ha auspicato, nel consenso unanime, il desiderio di stabilire un legame, un ponte permanenti tra le due cittadine.

Ci si è spostati, per il secondo momento formale della giornata e del gemellaggio, nell’estetico e funzionale Polo Culturale Pedro da Toledo, accolti dalla direttrice scientifica di esso, prof.ssa Maria Teresa Moccia Di Fraia, e dal direttore della Biblioteca Comunale Luigi Zeno, illustrando agli ospiti la storia antica e stratificata del palazzo, sito sui resti di strade e botteghe romane (Pozzuoli ha la più grande ricchezza di testimonianze antiche, dopo Roma), prima della sua destinazione a dimora nobiliare nel Cinquecento, ad opera del famoso vicerè di Napoli Don Pedro da Toledo, legatissimo alla città puteolana, che volle risorta dopo un tragico terremoto.

Nella funzionale sala al primo piano, sapientemente presentati e moderati dalla citata direttrice, prof.ssa Moccia Di Fraia, hanno preso la parola l’assessore Fumo, che ha rinnovato i saluti, l’accoglienza, la disponibilità a stabilire un ponte con concrete ipotesi di convegni, di un Premio e visite intorno alla grande memoria di Morelli, sia del direttore della biblioteca, sia della preside Tamborrino, a nome della città pugliese, particolarmente emozionata.

Ha tenuto la relazione introduttiva Vincenzo Adinolfi, che ha fatto la microstoria dei rapporti con Carovigno in preparazione della memorabile giornata, ha illustrato il prezioso volumetto stampato a cura del Comune di Pozzuoli (distribuito a tutti i presenti, anche come ricordo della giornata), che è la ristampa di un raro ricordo di Morelli, scritto dalla letterata, irredentista, conferenziera Irma Melany Scodnik del 1916, preceduto da un raro documento di memoria del giovane avvocato e poi sindaco di Pozzuoli Raimondo Annecchino del 2 novembre 1892, onde non disperdere la memoria del grande pugliese, come purtroppo è avvenuto nei decenni successivi, anche in quella età repubblicana, che poteva essere la più adatta a sentire e riprendere quella memoria immensa  morelliana fondante i valori, i principi della Costituzione.

La sensibile avvocatessa Maria Luisa Adinolfi ha illustrato, anche con opportune diapositive, la modernità profetica delle proposte di legge sull’eguaglianza giuridica delle donne presentate da Morelli alla Camera del Regno d’Italia durante le quattro consiliature dal 1867 al 1880, che solo negli anni Settanta del Novecento e nei vicini anni Duemila sono state recepite, quasi negli stessi termini.

Ha concluso la fase formale degli interventi il prof. Terracciano che ha fatto cogliere il rilievo immenso della personalità storica di Salvatore Morelli, che avrebbe meritato ad es. il Nobel della Pace, se fosse stato già attivo al suo tempo, per il suo lucido e appassionato appello contro la tragica corsa agli armamenti, che dissipavano (e dissipano ancora) energie e ricchezze da investire nell’istruzione e in opere di pace. Morelli ha messo al centro di tutto le tre emancipazioni della coscienza, dell’intelletto, della donna, fulcri di ogni discorso (è la donna che crea l’uomo, è la donna che educa l’uomo, è la donna che muove l’uomo) e della soluzione della questione sociale in tutto il mondo, come argomenta in modo memorabile nel suo libro più famoso “La Donna e la Scienza” del 1861 in prima edizione, che è uno dei capolavori del pensiero politico del Risorgimento italiano, tradotto già nel 1862 in francese e distribuito a Bruxelles, a Parigi, a Londra, apprezzato da Mazzini e Garibaldi, da Stuart Mill e Victor Hugo ad es. e dalle femministe impegnate d’Italia, d’Europa, d’America.

Sono seguiti altri liberi interventi, tra i quali quelli preziosi e concreti di alcune studentesse di Carovigno, che hanno proposto il gemellaggio tra scuole di Carovigno e scuole di Pozzuoli, incentrato sul recupero diffuso della grande Memoria civile e intellettuale morelliana.

I due Gonfaloni delle due città.2

I gonfaloni dei Comuni di Carovigno e di Pozzuoli insieme.

La corona di fiori sulla tomba di Morelli

Si depone la corona dei fiori sulla Tomba di Salvatore Morelli

2 GIUGNO 2015 – FESTA DELLA REPUBBLICA

Festa della Repubblica 2015

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto il suo saluto a tutti gli Italiani per la ricorrenza della Festa della Repubblica al termine del concerto diretto per l’occasione da Riccardo Muti nel Salone dei Corazzieri del Quirinale alla presenza del corpo diplomatico accreditato presso lo Stato Italiano, insistendo in modo particolare sui valori fondamentali della coesione nazionale e della solidarietà.

“Il confronto parlamentare è un momento alto, che si esprime ai livelli più alti quando è sereno, composto e corretto.”, ha ribadito. “Questo non toglie nulla – ha aggiunto – alla vivacità delle posizioni politiche, alla profondità dei consensi e dei dissensi”.
   

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ISTITUZIONI LEGATE

AL PRIMO E AL SECONDO RISORGIMENTO

LA “DOMUS MAZZINIANA” DI PISA

E’ la casa dove Mazzini trascorse gli ultimi mesi di vita e morì il 10 marzo 1872. Si trova nella cittadina toscana in Via Mazzini 71 e fu donata alla Stato dalla famiglia Rosselli Nathan. Fu dichiarata monumento nazionale il 20 aprile 1910. L’edificio fu quasi raso al suolo durante il bombardamento di Pisa del 31 agosto 1943, durante il quale andarono distrutti anche i mobili originali. La struttura attuale è quindi una ricostruzione post-bellica e fu inaugurata nel giugno 1952 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

Per notizie più analitiche, vedi “Domus Mazziniana”


IL “MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO”

ALL’ALTARE DELLA PATRIA,

A ROMA, NUCLEO DI UN PANTHEON DELLA NAZIONE

La prima idea del Museo Centrale del Risorgimento nacque alla fine dell’Ottocento con l’intento di illustrare le Memorie ed i Protagonisti degli eventi storici che portarono all’Italia una e libera. Vennero raccolte pertanto testimonianze delle Guerre d’Indipendenza, comprendendo anche la Prima Guerra Mondiale (1915-1918), considerata come completamento del processo unitario fino a Trento, Gorizia, Trieste, compresa l’italianissima Istria. Le testimonianze sono varie, dalle stampe ai ritratti, alle armi, agli oggetti quotidiani, come la penna di Mazzini, la spada di Garibaldi, le medaglie d’oro. L’attuale allestimento è stato predisposto per il 150° dell’Unità d’Italia (2011) e presenta pannelli illustrativi di ogni sezione, dalle risonanze e dagli effetti storici della Rivoluzione Francese, con la discesa dell’armata repubblicana guidata dal generale Bonaparte nel 1796, alla Prima Guerra Mondiale.

Il Museo fa parte dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, che ha sede nello stesso Complesso del Vittoriano, sopra il Museo, e che comprende un Archivio, che conserva un vasto patrimonio documentario e artistico, una delle fonti principali per lo studio dell’Italia e del contesto internazionale dalla metà del Settecento alla fine della Prima Guerra Mondiale. L’Istituto pubblica una rivista specifica, una collana di studi storici, organizza periodicamente congressi internazionali incentrati su singoli aspetti della vicenda risorgimentale.

Per notizie più analitiche, vediMuseo Centrale del Risorgimento”

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RISORSE MULTIMEDIALI

DEL PRIMO E DEL SECONDO RISORGIMENTO


– L’INNO DI MAMELI   – Versione intera col testo

L’INNO DI MAMELI  Versione breve, essenziale, incisiva, cantato alla Scala di Milano con il direttore Riccardo Muti alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi  il 16 novembre 2000

L’Inno fu scritto a Genova nel 1847 dall’allora ventenne poeta e patriota Goffredo Mameli e fu musicato poco dopo da un altro genovese, Michele Novaro, nel clima fervido, che preludeva alla I guerra di indipendenza contro l’Austria.
L’immediatezza dei versi e l’impeto melodico lo resero il più amato canto nel Risorgimento e oltre, anche nel Novecento.
Giuseppe Verdi, che se intendeva, lo considerava il simbolo della Nazione unita e lo poneva accanto all’inno inglese ed alla Marsigliese.
Il 12 ottobre 1946 divenne l’inno nazionale della Repubblica Italiana.


L’INNO DI GARIBALDI    – Versione intera col testo

Fu commissionato nel 1858 dallo stesso Garibaldi al poeta marchigiano Luigi Mercantini (autore del noto componimento La spigolatrice di Sapri sulla spedizione di Carlo Pisacane), rivisto con qualche precisazione da Agostino Bertani. Inizialmente si chiamava La canzone italiana. Fu contattato poi agli inizi del 1859 Alessio Oliviero, capo-musica del secondo reggimento della Brigata Savoia, di stanza a Torino, e lì Garibaldi ebbe lo spartito, che era stato stampato come Inno Nazionale dall’editore Armanino di Genova.

Questo inno divenne subito famoso, accompagnò l’unificazione, l’impresa dei Mille del 1860, e consacrò il mito di Garibaldi, per cui esso, dopo la liberazione di Napoli, fu chiamato Inno di Garibaldi.
Fu a lungo più popolare, a volte, dell’Inno di Mameli, scritto dieci anni prima.
Ebbe importanza non solo nel primo Risorgimento, ma anche nel Secondo, il periodo della Resistenza, della Liberazione, quando la rubrica “L’Italia combatte“, una delle più seguite di Radio Bari, dal 1943 in poi, era introdotta e chiusa dalle note dell’Inno di Garibaldi, che si alteravano con quelle dell’Inno di Mameli, così come avvenne per Radio Milano Liberata del 26 aprile 1945.
Ma quando nel 1946 si pose la questione della scelta dell’Inno nazionale, quello di Garibaldi fu accantonato, anche per l’uso politico socialcomunista, che il suo nome aveva assunto con le formazioni partigiane di sinistra, che si chiamavano “garibaldine” appunto, e si preferì un Inno Nazionale più ampiamente rappresentativo e repubblicano, mazziniano, come quello di Mameli, che tale giustamente ed efficacemente è rimasto.


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STORICI RISORGIMENTALI

Alfonso Scirocco (Napoli, 1924-2009)

E’ stato un insigne storico del Risorgimento, importante punto di riferimento nella storiografia italiana sul processo che portò all’Unità nazionale, uno dei maggiori studiosi di storia garibaldina e al tempo stesso biografo di Giuseppe Garibaldi.

Scirocco era membro del Consiglio di Presidenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, della Commissione nazionale per la pubblicazione dei carteggi di Cavour e di quella dell’edizione nazionale degli scritti di Mazzini e di Garibaldi.

Titolare dal 1966 della cattedra di Storia del Risorgimento della Facoltà di Lettere dell’Università di Napoli “Federico II”, è stato presidente dell’Istituto campano per la storia del giornalismo, socio dell’Accademia Pontaniana e della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli.

Nel 1980 ha ricevuto il Premio Napoli per la meridionalistica.

Le tematiche da lui predilette sono state Mazzini e i Democratici, Garibaldi, la storia del giornalismo, il Mezzogiorno tra Settecento e Noveento, il ribellismo in Europa in età moderna, con particolare attenzione alla storia della società e delle Istituzioni.

Tra i suoi libri figurano:

L’Italia del Risorgimento (Il Mulino, 1990, con un’edizione ampliata nel 1993).

In difesa del Risorgimento (Il Mulino, 1998).

Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo (Laterza, 2001, tradotto in francese e in inglese).

Altre opere da ricordare sono:

Governo e paese nel Mezzogiorno nella crisi dell’ unificazione (1860-1861) (Giuffre’, 1963).

I democratici italiani da Sapri a Porta Pia (Esi, 1969).

Politica e amministrazione a Napoli nella vita unitaria (Esi, 1972).

Il Mezzogiorno nell’Italia unita (1861-1865) (Sen, 1979).

Briganti e società nell’Ottocento: il caso Calabria (Capone editore, 1991).

A Lui fu dedicato nel 2003 un volume di studi (Angeli, Milano) di 861 pagine, dal titolo Risorgimento Democrazia Mezzogiorno d’Italia, con la bibliografia dei suoi scritti (che ammontavano allora a 233), curato dalla prof.ssa Renata De Lorenzo, sua erede, docente di Storia del Risorgimento e di Storia Contemporanea, con varie sezioni, tra le quali una dedicata a “Mazzini e democratici” (pp.249-389).

Così scrissi nel 2010, in occasione della morte “Avendolo conosciuto e ricevuto stima e amicizia, si ricordano con commozione e gratitudine il suo rigore storiografico, la sua serietà, il suo garbo, la sua gentilezza, che mancheranno in questa Italia dalla memoria risorgimentale smarrita ed esposta a insidiosi attacchi da tante parti, da destra, dal centro, anche da certa sinistra.”(N.T.)

Alfonso Scirocco conferenziere

Il prof. Scirocco in un suo intervento

Scirocco De Lorenzo

Il libro di studi in suo onore del 2003

Scirocco De Lorenzo.Mazzini

La sezione del libro dedicata a studi su Mazzini e democratici

Scirocco Garibaldi in lingua inglese

La traduzione del suo libro su Garibaldi in inglese, 2007, presso Princeton University Press, USA

Scirocco Garibaldi in edizione francese

La traduzione del suo libro in francese nel 2005, presso Editions Payot & Rivages, Parigi


– Il prof. Giuseppe Monsagrati, già docente di Storia del Risorgimento presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma dal 1969 al 2010, ora insegna Storia della formazione degli stati nazionali nel secolo XIX presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma3 ed è docente a contratto di Storia contemporanea nell’Università Telematica Internazionale Uninettuno. È membro di Presidenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano al Vittoriano e segretario della Commissione per l’Edizione Nazionale degli Scritti di Giuseppe Mazzini. Fa parte del Consiglio Scientifico della Domus Mazziniana di Pisa. È stato curatore di due volumi dell’edizione nazionale degli scritti di Garibaldi. Ha collaborato per il Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani, scrivendo profili preziosi dei principali protagonisti del Risorgimento. Ha scritto libri e saggi fondamentali specialmente sulla trazione democratica risorgimentale e sulla dimensione internazionale del Risorgimento Italiano. L’ultimo suo libro edito con successo da Laterza editore è stato dedicato alla Repubblica Romana del 1849, quella del Triumvirato Mazzini-Armellini-Saffi.

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PUBBLICAZIONI

– Edita la prima pubblicazione del Centro Culturale “Mazzini-Rosselli- Parri”, nella Collana “Quaderni”:  Anche i nostri giorni, raccolta di poesie del prof. Tommaso Pisanti

Come annunciato nella presentazione del Centro Culturale “Mazzini-Rosselli – Parri” , con prontezza, impegno e gusto estetico, è stata edita a cura del Centro, in particolare per l’impegno del dott. Gennaro Pisanti, la prima pubblicazione gratuita, costituita dalle preziose ed originalissime poesie del compianto prof. Tommaso Pisanti, Anche i nostri giorni, stampato presso le Officine Grafiche srl di San Nicola La Strada, Caserta, marzo 2015, pp. 46, primo volume della Collana “Quaderni”.

Così l’Autore è presentato nella retrocopertina “Tommaso Pisanti (Maddaloni 1926 – Caserta 2013). Scrittore, critico letterario, giornalista. Studioso di letteratura comparata, traduttore e collaboratore dell’Enciclopedia Dantesca e della Nuova Antologia diretta da Giovanni Spadolini. Ambasciatore della cultura italiana nel mondo.” E’ stato anche docente universitario di letteratura anglo-americana.

Un microviaggio a Spigno Saturnia alta

Terracciano – Geri, Tommaso, Rosa Pisanti in occasione di un microviaggio nel 2005 a Spigno Saturnia superiore.

Ha scritto nella ‘Prefazione’ Nicola Terracciano “La raccolta manifesta una vocazione espressiva ed una fedeltà alla poesia, che non solo non verranno mai meno, ma saranno al fondo, come lievito costante sotterraneo, della sua successiva, più egemone, vocazione critica e della sua scrittura, rendendola nei suoi molteplici approdi così caratteristica e ricca di accenti personali, di eleganza, di finezza, di profondità, di ampia, memorabile latitudine, dimensioni e valori che solo un’autentica vocazione poetica sa attingere e assicurare.

Lo stupore e la meraviglia sempre nuove dell’esistere, del vivere, della natura, la curiosità onnivora di sempre delle umane vicende minime e della grande storia, dai suoi inizi alla contemporaneità, la tensione intellettuale e la responsabilità civile sempre mobilitate, un senso profondo e fine di umanità, che sono le caratteristiche singolari e indimenticabili della personalità di Tommaso Pisanti, hanno trovato nell’emozione poetica un alimento costante.” (pp.3-4)

Anche i nostri giorni.Copertina

Copertina del volume

INDICE DELLE 72 POESIE

ANCHE I NOSTRI GIORNI

Anche i nostri giorni, che qui viviamo

o là, pulsanti, nell’oggi d’ogni giorno,

alla fine di un altro millennio.

E all’inizio di un altro.

Anche per noi le vaganti nuvole,

le pallide albe, il diurno corso

del sole, del suo carro, i rossi tramonti.

E, a notte, le remote stelle.

Per noi anche il freddo degli inverni,

le festose primavere,

le calde estati, il verde negli occhi,

le stillanti piogge, il soffiar dei venti.

E, dentro le stagioni, l’amore

che morde dolce, le malinconie,

l’ira, il disdegno, e, sovrana, la pietà.

Dolci pensieri mischiati ai severi.

Anche i nostri giorni vivendoli.

La vita! La vivrei un’altra volta.

– NELLA PROFONDA SERA

– ALCMANE, MOLTISSIME SERE

– QUELL’ESTATE MARCHIGIANA

– QUESTO PAESAGGIO CHE C’INCANTA

– TUTTA L’ESTATE C’ERA OMBRA NEL CORTILE

– QUELLA BELLA DONNA

– NON POSSO ESSERE STANCO

Le rondini si gettano dai tetti,

i fabbri picchiano coi martelli,

i carrettieri balzano in cassetta,

gli operai protestano e lasciano

il loro lavoro.

Non posso essere stanco.

Io lo dico umilmente.

– POCHE STELLE INTORNO ALLA LUNA

– NEL SUD

– NON PUOI IMPEDIRE GLI ECHI

– IL GIARDINO TU LO VEDI

– IN MATTINI COSÌ AZZURRI

– A RECANATI

– AD ANGELO POLIZIANO

– MI SEMBRA DI CONOSCERE

– L’ASCENSIONE

– QUESTI GIARDINI CESPUGLIOSI

– POMERIGGI D’AUTUNNO

– QUANDO COSÌ ONDEGGIA

– ESTATE SUI CASTELLI BRUNITI

– LA FESTA DEL TUO VOLTO

– RICORDERÒ I TUOI CAPELLI

– TU SEMBRI UNA BACCANTE

– FINO AL PLENILUNIO

– IL GIOCO DEI TUOI OCCHI

– ALTO SQUILLA

– AMO LA TUA FORZA TRANQUILLA

– COME UN FIUME

Non un attimo, non una sosta;

come lo scorrere del fiume,

in verdi pianure o per clivi pietrosi,

così, incessantemente, in me

il fiume delle idee, delle immagini.

– A ME IL CULMINE

A me il culmine

è quando mi fingo molti gruppi,

vari, folti, vivi,

e per poco l’innalzo e insieme

li stringo con la mente tenace.

– L’ASO FIUME MINORE

– SUL VIALE

– QUELLE FINESTRE SFIORITE

– IL TEMPO MATURA LA VITE

– SPAZIO CON LA MENTE RAPIDA

Spazio con la mente rapida

nelle vicende d’ogni tempo.

E quasi mi sembra, talvolta,

spaurito, di udire un grido

strozzato di donna rapita

lì dove tutto ora è deserto.

– NATO IN QUESTA PARTE

– DA TE IL RITRATTO

– MIA MADRE SUONAVA IL TAMBURELLO

– ME NON INCANTANO

Me non incantano

il rumore secco

dei sassi che si cozzano

al passo, sulla pietraia,

splendendo il mezzogiorno,

né l’airone che starnazza

nell’aria arida lungo il fiume,

né il suono troppo acuto del flauto

o il rimbombo della parola

che si riveli a vuoto,

né i tranquilli paesaggi

soli, alla periferia, sotto il cielo

perlaceo, in ore stupìte,

folte di parlottìi,

quanto tutte le cose insieme,

l’intero umano vivere.

E, in esso, i mattini sereni,

sottili, gli affocati meriggi, i brusìi;

come di tutta una compatta regione,

che è poi piana ed è montuosa.

Ha vallate fiorite e rive di fiumi,

folte selve nascoste e brevi radure.

– ALBERI

– NEI MATTINI D’ESTATE

– 25 LUGLIO

– MARIENBERG, WESTERWALD

– MISTERIOSE BUCHE POSTALI

– UN GIARDINO ALLA E.A.POE

– VECCHI E NUOVI EMIGRANTI

– IN SÌ BREVE SPAZIO

– ITALIAN BLOOD

– UN “CARLINO” PER CIASCUNO

– QUA E LÀ IN CARROZZELLA

– LE DUE NONNE

Becchettavano in quell’estate,

le due nonne, in mite frescura.

Di tanto in tanto volgendo lo sguardo

all’abbaglio dei campi

gustando, ognuna, una polposa pera.

– SUI VETRI GELATI

– A MIO PADRE PIACEVA

– A CAROVILLI DEL MOLISE

– L’URAGANO

– IN UTROQUE

– CREATIVI

– UN LOQUACE ZIO

– TRAMONTA E SORGE IL SOLE

– GLI EROI DI CARLYLE

– LA BICICLETTA

– DOPO PRANZO

– QUEL NOSTRO VIAGGIO

– CIBELLO, BASSIANO

– MARCIAVAMO, IN QUEI POMERIGGI

– IL NONNO ERA SOCIO DEL DOPOLAVORO

– IN VACANZA AL MARE

– IL FIGLIO SULLE SPALLE

– DOVE FINISCE IL MARE ?

– L’ALTALENA

– IL MIO PRIMO RICORDO

Il mio primo ricordo ?

Di me, che quasi investivo

un signore tutto in bianco:

che agitò il suo bastone e poi sorrise.

O quello della cavernosa bocca

di mio nonno

Tommaso che mi parve enorme.

Le scuole elementari erano

già al Corso.

Materna la maestra,

brava nel gestire una classe

di “signorini” dai capelli ben tagliati

e di ragazzoni di campagna. Quanto a me,

disse a mio padre che se vi era

da acquistare libri, io ero il primo

ad alzare il ditino.

Scuola privata, poi.

Aveva la maestra i capelli tutti bianchi

e dettava da un suo quaderno vite e gesta

dei grandi del Risorgimento.

E spesso raccontava di quando, lei andata

a scuola, la trovò chiusa per lutto nazionale.

Il Re Umberto era stato ucciso da un anarchico…

Io amavo fare imprese e scherzi.

Saltavo dai muri,

scalavo pareti,

nascondevo la verghetta alla maestra.

E il tuo sguardo sereno, Garibaldi, sulla stele

ai Ponti della battaglia! Che fu aspra,

tra gli archi del Vanvitelli. E vi fu ferito un mio bisavolo.

Una domenica vi andò in gita il ricevitore postale,

nostro inquilino, con moglie e tre figli.

E io andai con loro, ragazzino, con un vestito

alla marinara.

– STORICITÀ

 

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– Edita la seconda pubblicazione del Centro Culturale “Mazzini-Rosselli- Parri”, nella Collana “Il poliedrico Risorgimento”: Liberali, Democratici, Repubblicani, Socialisti Internazionalisti dell’età del Risorgimento di Nicola Terracciano

Come annunciato nella presentazione del Centro Culturale “Mazzini-Rosselli – Parri” , con prontezza, impegno e gusto estetico, è stata edita a cura del Centro, in particolare per l’impegno del dott. Gennaro Pisanti, la seconda pubblicazione gratuita, costituita dalla raccolta di saggi di Nicola Terracciano, Liberali, Democratici, Repubblicani, Socialisti Internazionalisti dell’età del Risorgimento, stampato presso le Officine Grafiche srl di San Nicola La Strada, Caserta, marzo 2015, pp. 316, primo volume della Collana “Il poliedrico Risorgimento”.

INDICE DEL LIBRO

  • –  Saggio introduttivo di Tommaso Pisanti
  • –  Premessa
  • –  I venti mesi della Repubblica Romana del 1798-1799
  • –  I Pensieri politici di Vincenzio Russo (Roma, 1798)
  • –  Carlo Lauberg (Teano, Terra di Lavoro, 1762 – Parigi, 1834)
  • –  Liberali e Democratici di Terra di Lavoro dal 1799 al 1860
  • – Beniamino Caso (San Gregorio, Caserta, 1824 – Piedimonte d’Alife,Caserta, 1883)
  • –  Carlo Pisacane (Napoli, 1818 – Sanza, Salerno, 1857)
  • –  Liberaldemocratici/Socialisti Internazionalisti:
    – Giuseppe Fanelli (Napoli, 1827-1877) xxx – Saverio Friscia (Sciacca, Agrigento, 1813-1886) xxx – Carlo Gambuzzi (Napoli, 1837 – Napoli, 1902)
  • –  Il programma dell’ associazione democratico-sociale
    ‘Libertà e Giustizia’ di Napoli (1867)
  • –  Le origini del socialismo italiano a Napol
  • –  L’Anticoncilio di Napoli del 1869 e Giuseppe Ricciardi
  • –  Errico Malatesta (S. Maria C. V., Caserta, 1853 – Roma, 1932)
  • –  Carlo Cafiero (Barletta, Bari, 1846 – Nocera Inferiore, Salerno,1892)
  • –  Il Moto Internazionalista del Matese del 1877
  • –  Giovanni Rossi ‘Cardias’ (Pisa, 1856-1943)
  • –  Felice Cavallotti (Milano, 1842 – Roma, 1898)
  • Appendice
  • – Il significato storico della Rivoluzione francese, del periodo 1789-1799
  • –  Gli studi risorgimentali di Carmine Cimmino (Capodrise, Caserta, 1934-1994)

 

I DUE VOLUMI AFFIANCATI1

 I primi due volumi affiancati

 

copertina seconde bozze Terracciano

 

DEDICA

DEDICA CON FOTO

 

PREMESSA 

Intricata col processo risorgimentale quale storicamente, ‘effettualmente’, si attuó, rinnovatore, per tanti aspetti memorabile evento unitario, liberale, monarchico-costituzionale, ma su basi confessionali (lo Statuto Albertino interamente, a partire dal suo articolo 1, fu esteso al Regno d’Italia) ed oligarchiche, si svolse una più complessa vicenda di eventi e di personalità, che idearono e tentarono un piú grande Risorgimento laico, democratico, federale, sociale, la cui sconfitta ha pesato sulle vicende italiane di fine Ottocento, del Novecento, e condiziona ancora oggi la possibilità di nuovi orizzonti storico-politici e civili per la pur rivoluzioniaria Italia repubblicana liberaldemocratica, che di quegli ideali è una delle principali, postume, questa volta vincenti, incarnazioni storiche.

La effettiva, definitiva fine del temporalismo della chiesa cattolica e la sua ‘smilitarizzazione’ ideologico-organizzativa, una intransigente, permanente, decisa affermazione e difesa della laicità dello Stato, la promozione del libero pensiero, della libera scienza, dell’emancipazione femminile, una democrazia federale e sociale, la prospettiva repubblicana come nuova religione civile, un audace sperimentalismo nei delicati, fondamen- tali temi della diseguaglianza economico-sociale e dell’autonomia personale per uomini e donne, aiutati ad essere liberi, autonomi, adulti, la responsabilità civile e politica degli intellettuali, la rappresentanza politica tutta interamente sollecita del bene comune e non espressa o condizionata da interessi di parte, una politica estera di collaborazione internazionale e di pace, gli Stati Uniti d’Europa sono alcuni dei temi e problemi fondamentali, che furono ideati, approfonditi, messi in circolazione e tentati, seppur sconfitti, da minoranze, spesso eroiche, tra fine Settecento e fine Ottocento.

Su di essi in particolare gravitano i saggi, scritti dal 1977, e qui raccolti, nella speranza che la loro ripresa a livello della memoria storica, spesso rimossa da forze di opposizione ad essi, ancora tragicamente possenti ed operanti, possa lievitare l’apertura di nuovi sentieri storici, necessari per affrontare e vivere da protagonisti la complessa, rischiosa, affascinante globalizzazione, che caratterizza l’attuale momento storico.

Oltre l’esigenza di riunirli, per dare l’opportunità a qualche amico lettore di incontrare una linea di interesse storiografico e civile, personale, quindi discutibile, ma non irrilevante (credo), il libro intende attestare, rinnovare una fedeltà ideale e confortare la speranza di un’altra Italia libera, democratica, giusta socialmente, moderna, europea, per piccola parte storicamente incarnata dai sacrifici dei testimoni risorgimentali, ma ancora oggi, agli inizi del Duemila, da strutturare e rassodare.

Si sono rinnovate fondamentali memorie risorgimentali rimosse a livello collettivo; è stato richiamato l’evento risorgimentale nelle sue articolazioni provinciali, nelle sue tensioni di rinnovamento locale, in questo caso la ottocentesca Provincia di Caserta o Terra di Lavoro, non secondaria o marginale; si è ricongiunto costantemente l’intimo, indissolubile nesso tra socialismo e tradizione liberaldemocratica, tragicamente reciso dalla storiografia marxista, in convergenza oggettiva con posizioni contemporanee e successive reazionarie, cattoliche, fasciste, che hanno prodotto lo sfregio del vero profilo storico del vario e complesso Risorgimento Italiano, ancora possentemente operante (perché ancora egemoni le forze sociali, religiose, intellettuali, politiche che lo sostengono e lo alimentano).

Il libro intende anche onorare il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805), scandalosamente rimosso dalla coscienza collettiva, in questa Italia smemorata non a caso, la cara Italia una, libera, democratica, repubblicana, giusta socialmente, che Egli ha ideato e promosso, Egli ancora sostanzialmente esule nel suolo natìo, relegato in un angolo non solenne del Cimitero di Staglieno di Genova, mentre il suo posto dovrebbe, deve essere l’Altare della Patria a Roma, insieme a Dante e a Garibaldi, come momento simbolico fondamentale di una rinnovata religione civile.

Formia (LT) – Parete (CE), fine 2005 – inizi 2006

Nicola Terracciano


 

COMMENTI SUI LIBRI

15 aprile 2015

Prof. Remo de Ciocchis

Agnone (IS)

Caro Nicola,

ho ricevuto questa mattina il tuo consistente volume ”Liberali, democratici, repubblicani, socialisti internazionalisti dell’età del Risorgimento”… Ti ringrazio poi per la dedica.
Il tuo libro esteticamente si presenta bene circondato com’è nella parte alta e bassa della copertina dalla striscia tricolore e ingioiellato dalle storiche figure di Mazzini, dei Rosselli e di Parri. La carta lucida e bianca utilizzata nell’interno del libro ha ben permesso l’inserimento di chiare fotografie, che arricchiscono la pubblicazione. Il cospicuo numero di pagine (318) evidenziano con chiarezza la tua passione e il tuo impegno per gli argomenti trattati.
Molti dei temi e personaggi del libro erano a me già noti, per averli conosciuti soprattutto tramite te. Ricordo che sono stato talvolta anche presente in occasione di incontri a cominciare da qualcuno organizzato da Carmine Cimmino, quando mi ricordo di aver ascoltato gli oratori in piedi, per giungere a quello anarchico e variopinto di Letino sul Matese. Conservo anche libri che ho avuto o acquistato a causa di questi contatti, come per esempio quelli su Cafiero, Malatesta o “La storia degli anarchici italiani” del Masini. Per citare quelli che di più mi sono rimasti impressi nella memoria.
Io non sono uno studioso del Risorgimento, anche se la storia è stata una delle passioni della mia vita. Tengo però a precisare che sono consapevole dell’importanza dei personaggi da te trattati, noti o meno noti, perché essi sono quelli che hanno contribuito a dare un’identità alla nostra cara Patria Italia.
Sono certo che il tuo libro sarà ben accolto, perché è importante la memoria dei padri fondatori della storia italiana e della nostra cultura nazionale.
Leggerò il tuo libro con la calma e la riflessione necessarie per entrare nello spirito dei protagonisti del nostro Risorgimento, per cui avremo l’occasione di parlare di loro più volte.
Con i miei complimenti ti giungano i miei auguri per questa tua importante pubblicazione.
Remo

Commenti dell’amico Francesco Fabiano

  1. 1.“…Ripercorrere i luoghi, il carattere e la determinazione degli eroi del Risorgimento mi ha risollevato e non poco dalla mediocrità del presente.

Una bella corrispondenza che può riempire di contenuti la speranza di un futuro migliore per tutti. Non possiamo fuggire davanti alla dimenticanza del tempo e allo spazio che ci separa dalla vittoria per il bene comune della Giustizia e della Verità, ma possiamo fronteggiarli con tutto il coraggio, l’energia e la determinazione mazziniana di cui siamo capaci, per conservare la nostra identità, il che mi conforta ‘come ai ragazzi, quando giocano all’aria aperta’ nella speranza che il nostro paese migliori sempre… I nostri avi hanno avuto il merito di farci nascere in una bella terra come la nostra e di far incrociare il destino degli italiani…Il nostro compito è quello di trasmettere i valori di un storia immensa, fortemente radicata nel profondo delle nostre coscienze, di uomini liberi e di cittadini attivi che ricordano il pellegrinaggio sofferto da Dante, da Foscolo e da Mazzini… un vissuto, carismatico e sincero, che si perpetua ancora nel tempo e nello spazio di generazioni e generazioni di italiani, da cui può nascere però, un messaggio nuovo di speranza e di incoraggiamento per le future generazioni che, attraverso la diffusione della cultura e della memoria storica della nostra bella Italia, possano trarre gli auspici per un rinnovato amore.

Quando ero bambino, vivevo dove sono nato, in una piccola casa alle falde ventose di una montagna di San Giovanni in Fiore (Cs.), dove d’inverno entrava la neve. Mio padre, come pure i miei zii, avevano combattuto due guerre e una lunga prigionia, e ti puoi immaginare il clima che si respirava… la Patria era un mito doveroso… . Sono partito a quattordici anni. Ho attraversato il Sessantotto e appena ho potuto sono andato a lavorare in Francia… ma mi mancava proprio l’Italia, mi mancava la sua gente. Mi mancavano i nostri difetti, il nostro calore, la nostra emotività, la nostra fantasia, il nostro coraggio, la nostra creatività. Il nostro saper sopravvivere sempre, anche nelle situazioni più difficili. Mi mancavano la nostra storia, le nostre piazze piene di ricordi e di monumenti trascurati, i nostri poveri eroi nazionali, gli artisti, di cui tutto sommato ci vergogniamo persino un poco. Mi mancavano i Fratelli Bandiera e la carica patriottica-sentimentale di Giuseppe Meluso, Pietro Micca e Giuseppe Mazzini… (quando mi scoraggiavo o avevo paura per qualcosa, papà mi diceva sempre: “coraggio, Figlicì, ricordati che il nostro paese è stato risvegliato dai Fratelli Bandiera e da Giuseppe Meluso (che li aiutò), da Pietro Micca e Giuseppe Mazzini, noi dobbiamo essere sempre forti e coraggiosi…” ) . Già! Giuseppe Meluso… che si fece patriota per riscattare il popolo sangiovannese e Pietro Micca, il biellese, il soldato minatore-operaio che si fece saltare per aria per non fare entrare i francesi “che volevano comandare” a Torino. Così, per via dei Fratelli Bandiera e di Giuseppe Meluso, di Pietro Micca e di Giuseppe Mazzini, ho cominciato ad avvicinarmi all’Italia, alla sua storia universale, che poi è anche la nostra. Ad amare davvero la nostra lingua, la nostra arte. La nostra musica. Oggi non vorrei vivere in nessun altro luogo al mondo, sono cosciente che stare qui in Italia è un privilegio, mi sento intorno tutte le migliaia di anni di storia che gli italiani hanno costruito con sangue e sudore, e mi sento parte della Nazione. Per questo non ho portato all’estero i miei figli. Voglio che restino qui e lavorino per l’Italia. Per dare ad essi un po’ di affetto, se ci riesco, perché, di questi tempi, mi sa che ne hanno proprio bisogno. Vorrei che fossimo in tanti a pensarla così. Se non ci piace come l’hanno conciata i politici e gli uomini volgari (in tanti, in tanti per carità!), bene, diamoci da fare per dare una mano a risorgere! Grazie e buon lavoro!

Con affetto e gratitudine

Francesco Fabiano – San Giovanni in Fiore (Cosenza)

lì 22-04-2015

2. Per il Natale 2015 e l’anno 2016

“…Sappiamo tutti che la serenità auspicata richiede condizioni favorevoli perché trovi spazio, dentro di noi e nelle nostre case.
Tempi non facili stiamo vivendo. Spesso chiusi nei nostri familiari silenzi, mentre intorno i rumori dei media colorano con tinte fosche un futuro che stiamo imparando – per paura o per timore – a non più neanche immaginare.
Tempi non facili per le nostre famiglie e per le nostre Comunità e Istituzioni, che di momenti difficili in passato ne hanno vissuti comunque tanti. E nonostante tutto – fame, miseria, carestia, incomprensioni, discriminazioni, guerre… – hanno continuato ad essere luogo di speranza, di affetto, di costruzione morale e di conoscenze, di socialità, di “parità”…di futuro… .
Uomini e donne delle nostre famiglie, fuori e dentro delle nostre comunità e istituzioni, hanno saputo accogliere negli anni bambini e bambine, ragazzi e ragazze, aiutandoli a crescere e dando loro gli strumenti per disegnare il loro futuro e il futuro stesso del nostro paese in Italia e nel mondo.
Uomini e donne, papà e mamme dell’Italia di San Giovanni in Fiore, hanno accompagnato negli anni i loro figli nelle scuole dei nostri valori in paesi e città, consegnandoli, con fiducia agli insegnanti della storia e della memoria, credendo in loro, nella loro preparazione e nel loro sentimento della cura del ben vivere la Vita.
Perché oggi dovremmo rinunciare a sperare e a dare speranza a noi e ai nostri ragazzi e ragazze?
Perché oggi dovremmo rinunciare ad essere, per noi e per i nostri figli e figlie, la terra dove si coltivano la Grazia e la Bellezza?
Io sono convinto che… se è vero che la Grazia e la Bellezza sono negli occhi di chi guarda… allora c’è speranza per noi, per i nostri ragazzi, per le nostre famiglie. Per le nostre Comunità e per il nostro Paese che si estende, nonostante tutto con i presidi della Fede e della Speranza, nel mondo.”

Commento della prof.ssa Virginia Rosano –  Caserta, 1 giugno 2015

Caro Nicola,

è arrivato il plico con le poesie di Tommaso ed il tuo libro risorgimentale. Ti ringrazio, perché non conoscevo Pisanti come poeta ed è stata una gradita sorpresa, data la mia profonda stima verso di Lui e la sua Famiglia. Vivissime congratulazioni per il tuo lavoro che leggerò in modo approfondito e con piacere. Ho già sfogliato il saggio dedicato a Carmine (Cimmino) e, al di là dell’aspetto storico, mi ha colpito molto quello umano, per i sentimenti espressi verso l’Amico. Grazie di cuore, per aver ricordato anche me. Ti rinnovo i sentimenti di profonda stima. Ancora molte grazie e tanti cari saluti

Virginia

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 – UNA CORTESE RECENSIONE DELL’AMICO PROF. OLINDO ISERNIA

Vedi la recensione

 

 

 

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SCAMBI EMAIL

3 aprile 2015

Gent.mo

avv. Ferruccio Parri,

Milano,

sono il preside prof. Terracciano, abbiamo avuto insieme occasioni belle (a Rovigo ad es.) e tristi a Roma per la perdita del caro Amico e Maestro di moralità umana e civile, Suo Padre, avv.Giorgio.

Le porgo distinti saluti e auguri per le feste.

La informo, anche per motivi di correttezza, oltre che di profondo ossequio, che con un amico, il dott. Gennaro Pisanti di Caserta, abbiamo costituito un Centro Culturale intestato a Mazzini, ai Fratelli Rosselli e al suo grande, omonimo Nonno, Padre della Patria Repubblicana, Ferruccio Parri.

Ci muove il desiderio di porci in un solco alto e nobile e riuscire, col senso umile delle forze, di raggiungere altri, nel difendere e rinnovare i valori del Primo e del Secondo Risorgimento.

Ci può seguire al sito wwwcentromazzinirosselliparri.it e comunicarci la disponibilità a ricevere le pubblicazioni che abbiamo in corso.

 

Risposta

Gentile Preside Terracciano,

io rimarrò sempre riconoscente per la Sua affettuosa partecipazione alle esequie di papà e per il  ricordo commosso che ne ha tracciato e  pubblicato sul sito  liberalsocialismo.org.

 Sono altresì grato che il nonno compaia  insieme alle luminose figure di Mazzini  e di Rosselli  quale intestatario del Centro Culturale, di cui volentieri seguirò l’attività e riceverò le pubblicazioni.

Un caro saluto ed auguri di buone feste.

Avv. Ferruccio Parri



Al prof. Giuseppe Monsagrati

Roma

oltre che a Lei, ho mandato notizia sulla manifestazione del 24 aprile su Enrico Fardella all’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, esprimendo anche tristezza e facendo una proposta.
Saluti e grazie.
Nicola Terracciano

(Si era così scritto il 16 aprile: Spett.le Istituto,

ecco il comunicato stampa e l’invito per l’iniziativa risorgimentale a Santa Maria C.V. del 24 aprile, per libera informazione.

È stato triste ieri vedere semivuoto il Museo Centrale del Risorgimento.

La decisione di mettere un biglietto a 5 euro e senza sconti per le persone anziane ha ridotto l’afflusso che ricordavo con emozione e conforto, quando l’ingresso era libero e si vedeva una folla di cittadini e turisti.

Un Museo così “centrale” non può avere le stesse caratteristiche di un museo qualsiasi: è fondamentale per l’identità e la pedagogia civile di una Nazione e per rafforzarle.

Occorre immediatamente coinvolgere la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero della Pubblica Istruzione, il Ministero dell’Economia e non dare il sospetto di condizionamenti nella scelta sciagurata delle forze secessioniste e antirisorgimentali presenti in Parlamento e in altri luoghi del potere, nella decisione della scelta, ripeto, sciagurata e volpina per gli scopi reconditi di particolari ambienti contro la Repubblica Italiana libera, democratica, laica, una e indivisibile.

Distinti saluti

Il socio prof. Nicola Terracciano)

– Così ha prontamente e cortesemente risposto in data 17 aprile l’amico prof. Giuseppe Monsagrati

Caro Nicola,
complimenti vivissimi per la tua ultima pubblicazione e per l’iniziativa di S. Maria Capua Vetere: iniziativa coraggiosa, visto che la prendi col cuore, anche per quel livore antirisorgimentale, che a me, come a te, non può non apparire altro che un segno della decadenza morale e materiale a cui siamo avviati. Quanto al mio consenso, è ovvio che puoi contarci, e questo anche in relazione al problema degli accessi al Vittoriano. Quando la decisione è stata presa in Consiglio di Istituto, sono stato l’unico a oppormi, ma del tutto inutilmente.
Cari saluti

Prof. Giuseppe Monsagrati

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Hanno fatto pervenire cortesi e sincere espressioni di apprezzamento per l’iniziativa via email o telefonicamente:

Preside prof. Nilo Cardillo

Prof. Marcello Villucci 

Dott. Giovanni Valletta

Dott. Roberto Terracciano

Prof. Giuseppe de Nitto

Prof. Vincenzo De Michele

Prof. Luigi Mainolfi

Preside prof. Amato Polidoro

Prof.universitario Giovanni Piacentino

Prof.ssa Virginia Rosano

Prof. universitario Michelangelo Ingrassia

Prof. Felicio Corvese

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22 marzo 2015

Nicola e Geri a Panorama 3– Primo incontro di redazione.

– Il secondo incontro si è tenuto il 2 aprile 2015, per onorare l’uscita della prima pubblicazione e per impostare le forme personalizzate e rigorose dei contatti, dei doni, dei dialoghi.

– Il terzo incontro di redazione si è svolto a Caserta il 6 aprile 2015, per onorare l’uscita della seconda pubblicazione e discutere sui primi contatti avuti.

NICOLA COI DUE LIBRI

 

GERI COI DUE LIBRI

Terracciano (sopra) e Pisanti con le prime due pubblicazioni

– Il quarto incontro organizzativo si è tenuto sempre a Caserta il giorno 8 aprile 2015, per proseguire la fase organizzativa e fare il punto della situazione.

Nella sede di Caserta 1

 

Nella sede di Caserta2

– Il quinto incontro si è tenuto a Scauri il 30 maggio 2015.

Geri al Caffè Morelli 30 maggio 2015

– Il sesto incontro di redazione si è tenuto sempre a Scauri il 20 giugno 2015.

GERI 20 GIUGNO 2015

– Il settimo incontro si è tenuto a S.Ianni-Formia per la programmazione delle iniziative editoriali, dei contatti, di una presentazione ben preparata.

Incontro s.Ianni Formia. 8 luglio 2005.

– L’ottavo incontro, anche con la presenza di Cesarina Dima, si è tenuto il 12 settembre 2015 a Scauri per la programmazione del profilo di Tommaso Pisanti e in prospettiva di un’antologia risorgimentale di Grazia Mancini Pierantoni, di rapporti editoriali per avere una più ampia ampia circolazione delle pubblicazioni, per impostare una presentazione a Caserta del Centro e dei libri.

Geri, Nicola, Cesarina 12 settembre 2015

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-Il nono incontro tra Gennaro Pisanti e Nicola Terracciano si è tenuto il 20 dicembre 2015 a Caserta, dopo aver visionato da lontano la Villa Mancini-Pierantoni a Centurano, che fu anche salotto culturale, dove passarono ad es. Matilde Serao e Salvatore Di Giacomo.

Gennaro ha informato sullo scenario possibile della prima presentazione delle pubblicazioni già edite e del centro, da fare tra gennaio e inizi di febbraio 2016. Ha informato dell’uscita del calendario 2016 del Centro e delle prossime pubblicazioni, che riguarderanno Mancini, Saffi, Mazzini.

La talpa risorgimentale è sempre al lavoro.

Calendario 2006

Geri 20 dicembre 2015

Nicola 20 dicembre 2015

Gennaro Pisanti e Nicola Terracciano nella sede di Caserta

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-Il decimo incontro organizzativo si è tenuto nella sede di Caserta il giorno 8 gennaio 2016. Si è fatta la programmazione  delle prossime pubblicazioni e della prima iniziativa esterna del Centro, con presentazione dei primi due libri pubblicati. Ci si è spostati nel vicino piccolo, ma funzionale spazio teatrale, chiamato ‘La Bottega del Teatro’, legata all’iniziativa del regista e attore Pierluigi Tortora. Egli ci aspettava con cortesia e si è stati a dialogare in quattro (Geri e Rosa, Pierluigi e Nicola), onde programmare più analiticamente ‘I lunedì culturali’, da aprile a maggio, che si apriranno lunedì 22 febbraio 2016, alle ore 16.30, con l’iniziativa di cui sopra. Si è disegnato il modello delle serata con presentazioni e letture essenziali, eventuale dibatto e finale rinfresco per i cortesi partecipanti. Lo spazio teatrale è caldo, accogliente,può contenere fino a 50 posti. Esso si trova in Via Volturno 16-18, Caserta.

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Incontro del 15 aprile 2016

-L’undicesimo incontro si è tenuto dopo il ritiro del volume su Tommaso Pisanti e di quello di Aurelio Saffi su Giuseppe Mazzini presso l’ottima tipografia Officine Grafiche di San Nicola La Strada. Si è programmata più analiticamente l’iniziativa di presentazione del libro su Tommaso Pisanti, che si terrà presso l’Hotel Royal di Caserta il 9 maggio (dedicando altra successiva iniziativa specifica per il libro di Mazzini), individuando le persone veramente interessate da invitare, alle quali dare in dono il volume.

Nicola e Geri 15 aprile 2016 a San Nicola La Strada

Nicola e Geri col libro di Tommaso

 

Nicola e Geri a San Nicola La Strada 3

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Incontro del 22 maggio 2016

-Il dodicesimo incontro si è tenuto il 22 maggio 2016 a Formia, con la valutazione positiva della presentazione del libro su Tommaso Pisanti, che ha avuto pieno successo, come dalla cronaca presente su questo sito, e con lucide valutazioni critiche sugli assenti, che avevano assicurato la presenza, e che si sono rivelati, anche per la mancanza di scuse successive, solo lontani da una vera stima ed amicizia verso Tommaso e dal suo nobile mondo di valori etico-intellettuali-politici. Si è programmata per ottobre la presentazione del libro di Saffi su Mazzini, in collaborazione con l’Associazione Mazziniana Italiana, sezione di Napoi, ed iniziative successive sui Giganti Risorgimentali da onorare, anche in rapporto al Bicentenario delle Nascite (1817-2017), come Pasquale Stanislao Mancini con il suo mondo e Francesco De Sanctis, specialmente in relazione con Caserta e Terra di Lavoro, poi i Martiri Antifascisti e Antitotalitari Carlo e Nello Rosselli, e la straordinaria, poliedrica Figura storica di Ferruccio Parri.

Riuniine a Formia del 22 maggio 2016

 

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– Si è tenuta oggi 4 giugno 2016 a Formia la tredicesima riunione organizzativa, anche conviviale, tra Gennaro Paolo Pisanti e Nicola Terracciano, con la presenza gradita, sempre sapiente e concreta, di Rosa Pisanti.
Si è espressa di nuovo la piena soddisfazione per la riuscita della manifestazione di memoria dell’indimenticabile Tommaso, anche contro quelli che si auguravano sotto sotto un insuccesso per meschinità o invidia, tipica dei nani intellettuali e morali.
Si è visualizzata la prossima iniziativa, dedicata alla presentazione del libro di Saffi su Giuseppe Mazzini, da tenersi nel mese di ottobre a Caserta presso la collaudata Sala Vanvitelli dell’Hotel Royal, in collaborazione con l’Associazione Mazziniana Italiana, sezione di Napoli, che vede al suo interno adesioni anche di giovani casertani, uno dei quali il dott. Augurio ha avuto un positivo incontro con Gennaro Pisanti e al quale è stato donato in anteprima il volume suddetto.
Per il giorno preciso si attende la indicazione del dott. Mario Di Napoli, presidente nazionale dell’AMI, capo del cerimoniale alla Camera dei Deputati, nonchè studioso mazziniano e della tradizione repubblicana, che sarà il relatore principale della manifestazione, con l’aggiunta degli interventi del presidente dell’AMI di Napoli, dott. Paolo Guerriero, e di un giovane esponente della stessa.
Il dott. Di Napoli è legato, tra l’altro, personalmente a Caserta, avendovi trascorso la fanciullezza e la prima adolescenza.
Si è realisticamente posto l’obiettivo di un numero sicuro di aderenti e di simpatizzanti del Centro, che possa raggiungere il numero di 20 garantito per ogni iniziativa, in modo che la soglia minima del successo di ogni manifestazioni possa essere raggiunta e si possano in prospettiva dividere i sacrifici di vario tipo (economici ed organizzativi) tra più persone, che abbiano fede sincera, serietà di propositi, spirito costruttivo, aperto, umile.

Formia 4 giugno 2016

Formia 4 giugno 2016 2

-Lunedì 11 luglio 2016 si è tenuta la quattordicesima riunione organizzativa conviviale presso il ristorante pizzeria “Il Caminetto d’oro” di Spigno Saturnia (Latina), anche con la presenza di Rosa Pisanti, con la sua nota sapienza e concretezza di osservazioni e di consigli. Si è fatta per l’occasione una escursione culturale alla vicina, interessante chiesetta rurale medievale di Correano (località posta nel territorio del Comune di Ausonia, provincia di Frosinone), su sito preromano e poi romano, con interessanti vestigia.

Si è stati d’accordo di portare avanti i due momenti organizzativi della presentazione dei due libri su Giuseppe Mazzini e su Grazia Mancini Pierantoni, e di visualizzare più avanti, nel 2017, sempre sulla base realistica dei pochi mezzi attuali a disposizione, momenti di memoria sui grandi della storia meridionale e nazionale, quali De Sanctis e Mancini, Carlo e Nello Rosselli, Ferruccio Parri, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Piero Gobetti, Filippo Turati, Giacomo Matteotti, e i martiri di Terra di Lavoro del 15 maggio 1848, i Fratelli Santilli, Angelo e Vincenzo, Filippo Picano, Carmela Rossi, tutti di Sant’Elia Fiume Rapido.

Caminetto d'oro 11 luglio 2016
Gennaro Paolo Pisanti e Nicola Terracciano
Correano 11 luglio 2016
Rosa Pisanti e il figlio Gennaro Paolo presso la chiesetta rurale medievale di Correano, frazione di Ausonia (Frosinone), con vestigia romana incastonata nel pilastro del campanile, che si innalza con suggestione sulla facciata
  • Giovedì 4 agosto 2016, vi è stata una escursione risorgimentale ad Esperia (oggi in provincia di Frosinone, ma fino al 1927 in Terra di Lavoro), per onorare la memoria del locale martire del 1799 Clino Roselli, importante protagonista della Repubblica Napoletana in campo militare ed amministrativo, al quale il sensibile Consiglio Comunale ha dedicato uno slargo-piazza.

Questo doveroso omaggio di nobile memoria è stato fortemente voluto da Gennaro Paolo Pisanti, assecondato con persuasa partecipazione da Nicola Terracciano, Rosa Cricchi Pisanti, Cesarina Dima.

Esperia Roselli Geri

Gennaro Paolo Pisanti presso la targa che recita “Piazza CLINO ROSELLI Martire dellaRepubblica Partenopea 14-3-1754 / 28-11-1799″

 

Esperia Roselli Nicola Rosa Cesarina

Nicola Terracciano, Rosa Cricchi Pisanti, Cesarina Dima presso la targa.

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Visita Risorgimentale e Garibaldina tra S.Maria C.V. e Sant’Angelo in Formis del 21 aprile 2015.

Colonna Fardella

 

La Colonna che Enrico Fardella innalzò nel 1861 presso la strada ferrata nella campagna di S.Maria C.V. al confine con il Comune di S.Tammaro. La lapide recita: “Qui pugnò/ contro il borbonico orgoglio/ il redivivo italiano valore/ nel 1° ottobre 1860/ cui vinse./ Il reggimento Fardella/ questo monumento ergeva/ ai suoi gloriosi militi/ ad augurio ed esempio ai nipoti.” 

Colonna Nicola e Geri

Nicola Terracciano e Gennaro Pisanti onorano a nome del Centro la memoria del 1° ottobre 1860.

Lapide risorgimentale S.Maria

La lapide del 1913 a Piazza Mazzini riassuntiva del Risorgimento di S.Maria C.V. nei suoi momenti storici più alti del 1799, 1821, 1848, 1860.

 

Sant'Angelo in Formis1

 

Il Cimitero dei Caduti Garibaldini del 1 ottobre 1860 di Sant’Angelo in Formis (Capua), inaugurato nel 1881.

Piove la luce1

Piove la luce del tramonto sulle Tombe Garibaldine.

 

Le Tombe nel tricolore

La Pace domina il piccolo e distinto Cimitero.

Geri onora i Caduti

Gennaro Pisanti, a nome del Centro, onora i Caduti Garibaldini.

Nicola onora i Caduti

Anche Nicola Terracciano, a nome del Centro, onora i Caduti Garibaldini.

Geri Non mollare

Si ritorna e si dialoga nella sede di Caserta. “Non Mollare”.

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Gennaro Pisanti – Via Volturno, 20 Caserta

Nicola Terracciano – Via Candole, 9 – Santi Cosma e Damiano (LT)

centromazzinirosselliparri@yahoo.it

www.centromazzinirosselliparri.it

 

Morto il grande Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Profondo cordoglio

16 settembre 2016. 

È scomparso a 95 anni il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, una delle figure più importanti della storia repubblicana, uno dei promotori più decisi e memorabili dell’orgoglio di appartenere all’Italia libera del Risorgimento e della Resistenza, e della costruzione della miracolosa Unione Europea.

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Nicola Terracciano, Elogio del Risorgimento, evento epocale nella storia millenaria d’Italia

Il Risorgimento è il processo storico epocale che, dalla fine del Settecento al termine della Prima Guerra Mondiale nel 1918, ha prodotto la nascita e lo sviluppo del sogno di secoli da parte degli spiriti più alti della storia del Popolo Italiano (a partire da personalità come Dante o Machiavelli), quello cioé dell’Italia unita, indipendente dallo straniero, libera, con ordinamenti costituzionali, con una democrazia sempre più crescente, moderna, onde avvicinarsi ai livelli delle più avanzati nazioni del Continente, come Francia ed Inghilterra.

Il Risorgimento è la pagina più alta della storia d’Italia, superiore alle età, pur grandi per tanti loro aspetti, dei Comuni e delle Repubbliche marinare del Medioevo, del Rinascimento, per tanti aspetti della nostra stessa età repubblicana.

Continua a leggere Nicola Terracciano, Elogio del Risorgimento, evento epocale nella storia millenaria d’Italia

La corruzione politica, amministrativa, privata in accordo illegale di spartizioni, che inquina e devasta la convivenza repubblicana: i 20 arresti in Provincia di Caserta, dal Presidente della Provincia a sindaci, a dirigenti apicali, a imprenditori e liberi professionist

Una importante operazione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine repubblicano a Caserta ha smascherato e portato in carcere o agli arresti domiciliari 20 rilevanti personaggi politici, amministrativi, imprenditoriali, liberi professionisti, che saccheggiavano ad uso privato servizi e denaro pubblici.

15 gli indagati a piede libero nelle indagini.

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Italia repubblicana civile nobile: scomparso il prof. Arturo Colombo

Era nato a Milano nel 1934, laureato all’Università di Pavia, dove è stato poi fin quasi alla morte del 6 giugno 2016 docente ordinario, poi emerito, di storia delle dottrine politiche.

E’ stato allievo tra gli altri di Norberto Bobbio e di Giovanni Spadolini, legatissimo per fedeltà ideale, oltre che per interessi di studio, ai mondi del Risorgimento, in particolare repubblicano, dell’Antifascismo e della Resistenza, nell’asse Gobetti, Rosselli, Giustizia e Libertà, Partito d’Azione, perciò in rapporti di amicizia filiale con Riccardo Bauer che di queste tradizioni era nobile esponente con la sua vita e le sue opere (dal carcere alla Resistenza, alla direzione dell’Umanitaria di Milano).

Arturo Colombo con Spadolini, Bobbio, Spinelli
Arturo Colombo con Altiero Spinelli (a destra), Norberto Bobbio e Giovanni Spadolini (a sinistra)

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È scomparsa il 18 luglio 2016 la prof.ssa Germana Ernst, docente di storia della filosofia rinascimentale, tra i più grandi studiosi di Tommaso Campanella

Il 18 luglio 2016, dopo breve malattia, è scomparsa la esimia prof.ssa Germana Ernst.

Germana Ernst

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IL PRIMO RACCONTO DELLA PERSONALITÀ DEL MARTIRE ANGELO SANTILLI E DEL SUO BARBARO ASSASSINIO IL 15 MAGGIO 1848, SCRITTO DAL SUO AMICO DI LOTTA TOMMASO CIMINO

Storia del quindici maggio in Napoli con l’esposizione di alcuni fatti che han preparato la catastrofe scritta da T.C. testimone oculare, Firenze, Tipografia del Vulcano, 1848, pp. 88.

Si tratta dell’esule napoletano, Tommaso Cimino, scampato per caso alla morte, come afferma a pag.6. Il tiranno re Ferdinando ha riempito “la mia patria, la leggiadrissima Napoli, di uccisioni, di rapine e di incendi”. (p.6) Egli è uomo del popolo (p.8), racconta che fu sulle barricate il 15 maggio (p.40) e che seguiva i discorsi di Santilli. Quindi è un testimone diretto, che scrive a caldo sugli eventi e sulle personalità che furono protagoniste.

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La rimozione di Pasquale Stansilao Mancini (1817-1888) gigante laico risorgimentale, i cui discorsi parlamentari, stampati nel 1871, sono acquistabili in reprint nel 2016 solo in India

La sudditanza storica e antropologica verso il Vaticano presente a quasi 360 gradi in questo caro, tragico, spesso servile e non libero Paese, a livello locale, subprovinciale (più diocesi nella stessa provincia, contro lo stesso Concordato fascista del 1929, che ne prevedeva in prospettiva una per provincia; perciò si sospetta che la strana lotta di tutta la politica asservita al Vaticano contro le Province, per la loro abolizione, possa avere anche un’altra causa più volpina), regionale, nazionale, si rivela per diverse spie, anche minime, ma significative.

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IL MARTIRE RISORGIMENTALE ANTIBORBONICO ANGELO SANTILLI PREDICATORE DI LIBERTA’ E DI DIGNITA’ A PIAZZA MERCATO A NAPOLI NEI GIORNI PRIMA DEL SUO BARBARO ASSASSINIO DEL 15 MAGGIO 1848

Da Alberto Guzzardella, Angelo Santilli, Milano, 1973

“Un giorno egli perorava nella piazza del Mercato. Più di mille popolani erano attorno al piedistallo dal quale arringava. Mutoli ed intenti erano i lazzari a sentirlo e pendevano dalle sue labbra.

Domenico Gargiulo - Fundación Casa Ducal de Medinaceli. Title: La plaza del mercado de Nápoles/Piazza Mercato, Naples. Date: c. 1654. Materials: oil on canvas. DImensions: 76 x 141 cm. Source: http://www.museothyssen.org/microsites/prensa/2011/Arquitecturas-pintadas/img/Gargiulo.jpg. P.S. I have changed the light, contrast and colors of the original photo.
Piazza del Mercato a Napoli. Quadro di Domenico Gargiulo

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Un lucido e commovente appello ai Giovani Europei del direttore (già di ‘La Stampa’) di ‘La Repubblica’, dott. Mario Calabresi

Il direttore di “La Repubblica”, (già di “La Stampa”) Mario Calabresi (Milano, 1970, figlio del commissario Calabresi, assassinato dal terrorismo rosso, quando aveva due anni), ha scritto un commovente e lucido appelli che sottoscriviamo parola per parola, che costituisce uno dei pochi commenti profondi nel mare di reazioni spesso superficiali o folli.

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L’Inghilterra, uscendo dall’Unione Europea, si è assunta una grave responsabilità storica. NOI GRIDIAMO E GRIDEREMO: VIVA, VIVA SEMPRE L’EUROPA UNITA !

24 giugno 2016. 

VIVA,VIVA SEMPRE L’EUROPA UNITA !

Bandiera Unione Europea

La decisione dell’Inghilterra di uscire dall’Unione Europea è gravissima: colpire questa costruzione miracolosa, che ha fatto superare i nazionalismi, le guerre, le chiusure, è una scelta di cecità storica, che sarà pagata anzitutto dai cittadini inglesi.

Occorrono più Europa e più amore verso di essa.

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